ANDARAS AWARD WINNERS – tutti i vincitori della quarta edizione del festival

Ieri si è conclusa la quarta edizione dell'Andaras Traveling Film Festival – Viaggio al Centro della Terra, un'edizione ricca di opere di alta qualità, ma anche di eventi collaterali speciali come le location scouting giornaliere, giornate in spiaggia tra yoga, musica (con lo splendido concerto del progetto Safir Nou) e cinema, senza dimenticare le degustazioni in collaborazione con Slow Food Italia e Babeuf che ci hanno accompagnato in dei "viaggi" culinari a kilometro 0.

Quest'anno numerosi ospiti hanno generosamente condiviso con il pubblico di Andaras sguardi nuovi sul mondo: l'attrice Giulia Arena, che ha presentato il progetto M.A.R.E. di One Ocean Foundation, Chef Rubio e Daniela Bruni, che hanno portato ad Andaras il loro studio indipendente "Il cibo nel viaggio delle persone migranti dall’Africa in Italia nel 21° secolo" e Paola Catapano insieme a Mike Struik, con il documentario Nanuq, testimonianza dell'importante spedizione che ha circumnavigato l'arcipelago delle Svalbard, dove l’equipaggio ha effettuato alcuni campionamenti di microplastiche.


Un viaggio sempre più avvincente che, con questa edizione, ha consolidato la presenza dell'Andaras Traveling Film Festival come riferimento culturale per un intero territorio. "Un’occasione per mostrare le bellezze e il fermento intellettuale del fluminese, che - dice Marco Corrias, ideatore del festival nonché sindaco di Fluminimaggiore - si conferma un luogo d’elezione per eventi culturali di respiro internazionale. Stimolante lo scambio di idee ed esperienze tra il pubblico e gli ospiti, che interagiscono in maniera diretta tra loro durante gli interventi e a latere delle proiezioni".

Altrettanta la soddisfazione della sindaca di Buggerru Laura Cappelli: "Se Andaras, per Buggerru, l’anno scorso ha rappresentato una sfida, quest’anno rappresenta una certezza. Per la lungimiranza del progetto e per il successo di pubblico, siamo estremamente onorati di aver potuto ospitare due giornate del festival, dove luoghi e storie si sono incontrati in uno sfondo meraviglioso. Oggi più che mai sono convinta che le sinergie, la collaborazione e la costruzione di reti con il territorio sia la chiave di volta per il rilancio turistico". "Quest’anno - racconta invece il direttore artistico Joe Juanne Piras - abbiamo alzato l’asticella dal punto di vista organizzativo, aggiungendo nuove location e ampliando l’offerta di eventi collaterali alle proiezioni dei film. Ci sono stati concerti di musica live in spiaggia e schermi sempre più grandi in location all’aperto, consegnate al pubblico come templi dedicati all’ambiente a cui accostarsi con rispetto sacrale. Registriamo con soddisfazione un ampliamento significativo della rete di rapporti tra distributori, registi e produttori che si è creata attorno ad Andaras". Bilancio positivo anche per Maria Paola Pisanu, presidente dell'Associazione Culturale Andaras che si sofferma sull’elemento esperienzale del festival, "capace di stimolare le menti del pubblico attraverso un’offerta cinematografica ricercata e internazionale, con ospiti e dibattiti sui grandi temi sociali dei diritti e dell’ambiente, e di coinvolgere a livello emotivo chiunque partecipi al festival con esperienze immersive nella indiscutibile bellezza del territorio e genuinità dei suoi prodotti".


La quarta edizione dell’Andaras Traveling Film Festival è stata dedicata al giornalista e scrittore Tiziano Terzani, che ha saputo raccontare il mondo liberandosi dagli schemi, e non avendo timore di cambiare le proprie idee.


Ecco le opere vincitrici:


BEST SUPER SHORT

LE MONADI di Stefano Virgilio Cipressi / Italy

Un film delicato ed intimo, intenso nonostante sia così breve. I fotogrammi immobili trasmettono l’idea della gabbia mentale in cui è intrappolato il protagonista, ma allo stesso tempo evocano una realtà con un movimento a sé. Il film scorre in modo diverso, proprio come la vita del suo protagonista, la cui condizione è immortalata in modo così chiaro attraverso poche poetiche pennellate.


BEST DOCU-SHORT

L'ASINO CHE VOLA di Marco Piantoni / Italy


Grazie alla semplicità dell’impianto narrativo e registico L'Asino che vola riesce a perseguire con successo il suo scopo divulgativo.

La storia di un uomo, una nazione, un mondo, che seppur lontani si fanno metafora dell’intera condizione umana; ricordandoci che l’anelito alla libertà è e sempre sarà imprescindibile da essa.



BEST NARRATIVE SHORT

LILI ALONE di Zou Jing / Italy


La delicatezza dell’incedere della storia trascina lo spettatore in un viaggio quasi onirico, che lo rende testimone apatico di una vicenda a tratti insostenibile per la sua brutalità. Una ricerca estetica basata sulla disciplina regala una composizione e una fotografia ricche, ma mai retoriche, capaci dunque di emozionare senza dover raccontare le emozioni.




BEST ANIMATION

OLD HAG di Julie Rembauville, Nicolas Bianco-Levrin / France


Un divertentissimo viaggio in una natura oscura e minacciosa per trovare l’entità che dovrà risolvere il più grande problema del protagonista, pronto a tutto per liberarsi di una presenza ingombrante nella sua vita.

Nulla però è gratis, e il prezzo da pagare è la scoperta che dai propri demoni non si può in alcun modo sfuggire.



BEST ANDARAS NOAS - NUOVI SENTIERI

WARSHA di Dania Bdeir / Lebanon


La storia mozzafiato di un uomo che per avere la libertà di esprimersi trova il modo di rifugiarsi nel più assurdo e terrificante dei luoghi. Un film che fa tremare ed urlare di gioia, girato in maniera talmente straordinaria da lasciare lo spettatore con la domanda: “come hanno fatto?”. Un cortometraggio davvero unico.




PREMIO SPECIALE ANDARAS

PUSHING THE LIMITS di Pablo Hernán Aulita / Argentina


Un documentario davvero motivante e toccante, con un messaggio molto chiaro e potente. E’ un’incredibile storia di grande determinazione, coraggio e passione raccontata attraverso occhi pieni di tatto e rispetto. La spontaneità del protagonista contribuisce a creare un’atmosfera intima e a far emergere il suo motto ancora più forte. Non solo si tratta di un lavoro straordinario, ma costituisce anche l’esemplificazione del significato più profondo di viaggiare: spingere i limiti sempre oltre, per scoprire di più di noi stessi, del mondo e per ispirare gli altri.


PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

YOU CAN'T AUTOMATE ME di Katarina Jazbec / Netherlands


Grazie ad una serie di inquadrature ipnotiche ed accattivanti, You Can’t Automate Me offre uno spaccato della vita sconosciuta dei lavoratori che legano i container nei porti. Una carrellata di storie personali, corpi e animali clandestini vagamente connessi tra loro conferisce un tocco di umanità all’ambiente lavorativo alienante descritto e il tutto si fonde in una storia che è innovativa, creativa e meditativa allo stesso tempo.


BEST GAZES FROM THE WORLD

SHERO di Claudio Casale / Italy


Il soggetto sarebbe potuto essere trattato con molta retorica, ed invece il lavoro va premiato anche per come viene presentata la protagonista e per la decisione di avere una macchina da presa non intrusiva ma delicata. E sono la forza e la dignità che si respirano in quest’opera; un’estetica che coincide con la drammaturgia e con sapienza manda un messaggio al mondo che va sostenuto ed ascoltato.


BEST NARRATIVE SHORT FOOD

THE PITCH di Eno Freedman Brodmann / United States


Con infinite, turbinose, immaginifiche fantasmagorie di forme e linguaggi porta a riflettere sul nostro contemporaneo: fluido, incoerente, permeabile, che subordina la realtà alla costruzione di uno dei tanti, possibili, racconti effimeri che la descrivono. Con grande capacità narrativa, perizia tecnica ed efficacia formale, espone il rutilante processo creativo capace di condizionare la percezione e manipolare il pensiero di persone ridotte a clienti; consumatori di un cibo privato di valore, che non è più altro che merce.

BEST DOCU-SHORT FOOD

GOODBYE STRAWBERRY di Haroon Habib / Pakistan


È un racconto poetico, delicato e mai retorico, capace di guardare con occhi innocenti al succedersi delle stagioni, in natura e nella vita. Semplice, non semplicistico, parla di casa, educazione al cibo e umanità. Adattando la chiara finalità espressiva al mezzo tecnico utilizzato per la ripresa, volutamente domestico e consueto come lo smartphone usato in verticale, ha l’apparenza di un ricordo di famiglia. Impossibile, però, da dimenticare, come il profumo delle fragole sulle tavole estive.

BEST CHILDREN OF THE EARTH

AT NIGHT THERE WERE STARS di Gabriele Meloni, Giovanni Pintus / Italy


Perché toccherà a loro, ai ragazzi di oggi, salvare il mondo dai guai fatti da nonni e papà; e perché dal contrasto tra l'ingenuo ottimismo del bimbo e il cupo scetticismo del vecchio, possiamo trarne elementi di speranza per quel che sarà.






BEST DOCU EARTH SHORT

THE RESILIENT di Julie Lunde Lillesæter / Norway


Per la chiarezza del messaggio, per l’evidenza con cui mette a confronto realtà lontane eppure sempre più simili nella difficoltà di dover combattere siccità e fenomeni atmosferici estremi, per la limpidezza della denuncia di un cambiamento climatico che mette a rischio anche territori finora risparmiati.




BEST NARRATIVE EARTH SHORT

FOOTSTEPS ON THE WIND di Maya Sanbar, Gustavo Leal, Faga Melo / Brazil


Per aver suscitato emozioni, empatia e consapevolezza delle emergenze globali più inquietanti dell’ultimo decennio – il cambiamento climatico e le divisioni – attraverso la bellezza della musica e la meraviglia magica dell’animazione.







MENZIONI SPECIALI



BIG di Daniele Pini / Italy


Per la capacità di raccontare un personaggio con il quale si creano un’empatia e una solidarietà che accompagnano lo spettatore durante la scoperta di un’esistenza derelitta, e per il sapere ribaltare la narrazione mostrando un lato inaspettato e oscuro di quello stesso personaggio, trasformando il film in un sorprendente revenge movie.





TRUMPETS IN THE SKY di Rakan Mayasi / France


L’affascinante storia di una donna alla vigilia del suo matrimonio combinato, raccontata senza alcun dialogo, con una narrazione autentica e commovente; è proprio la totale mancanza di dialoghi che rafforza il tema centrale: l’impossibilità per le donne di avere voce nel decidere del proprio futuro. Una condizione in cui si trovano moltissime donne al giorno d’oggi.

THE LOOK di Mehran Ghorbani / Islamic Republic of Iran


Una narrazione semplice, lineare nel tracciato dell’urgenza poetica che vuole condividere. Quanto cioè sia non solo importante l’educazione ma quanto poi faccia sognare ed elevare nel modo migliore possibile. Anche un grande omaggio alla poetica di Abbas Kiarostami, non solo esteticamente, ma anche per come i personaggi vengono delineati e le storie si dipanano.


LOST KINGS di Brian Lawes / United States


È il racconto vivido di alcuni dei mali più impalpabili di cui soffre il genere umano nell’era della digitalizzazione: la solitudine e lo smarrimento. Temi resi grazie alla scelta di soggetti, inquadrature e all’ottima interpretazione degli attori che hanno ben documentato come il cibo, in una società privata del senso di comunità, dove le relazioni si sfaldano e si dissolvono, non rappresenti più un profondo legame tra l’uomo e la terra ma piuttosto una merce confezionata da utilizzare come da istruzioni. Con un finale dallo straordinario valore umano e interiore, dove in quell’ultimo cibo è riposta una speranza di salvezza per l’essere umano.