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ANDARAS FRONTIERE – La Selezione Ufficiale

  • 4 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Andaras Traveling Film Festival 2026

Tutti i finalisti dell’8ª edizione

30 giugno – 5 luglio 2026


L’Andaras Traveling Film Festival apre l’ottava edizione confermando il suo percorso itinerante lungo la Costa delle Miniere, tra Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias.


A fare da filo conduttore è il concetto di Frontiere, intese come spazi di passaggio e trasformazione. Frontiere geografiche, culturali, sociali e intime, dove il viaggio diventa esperienza, scelta, cambiamento di prospettiva. Luoghi reali o simbolici in cui il cinema si confronta con l’idea di attraversamento e con la possibilità di guardare il mondo da punti di vista non centrali, aperti e in movimento.


I film selezionati per questa edizione attraversano questi confini, li mettono in discussione, li abitano. Raccontano storie di transito, di identità in trasformazione, di distanze che si accorciano o si ridefiniscono.


Di seguito le sezioni della selezione ufficiale.



Narrative Shorts

Una sezione aperta alla pluralità del racconto cinematografico. 

Narrative Shorts raccoglie opere di finzione che si muovono liberamente tra generi, linguaggi e forme narrative, lasciando spazio a visioni personali e approcci diversi al racconto.

Film che costruiscono mondi, relazioni e conflitti, restituendo attraverso la narrazione uno sguardo sul presente, tra realtà e immaginazione.


Anngeerdardardor - Christoffer Rizvanovic Stenbakken (Denmark, 20’)

Aventure FM - Martin C. Pariseau (Canada, 19’)

Conex - Dina Rezaei (Iran, USA, 15’)

Dog and wolf - Terézia Halamová (Czechia, 20’)

Quinn - Gianluca Mangiasciutti, Stefano Usberghi (Italy, 20’)



Docu Shorts

Il reale come territorio da attraversare.

Docu Shorts accoglie opere che si confrontano con il mondo attraverso lo sguardo documentario, esplorando contesti, storie e persone con attenzione e consapevolezza.Un cinema che osserva e si mette in relazione, capace di restituire complessità senza semplificazioni.


Katharsis - Davide Cossalter (Italy, 11’)

Sixty-seven Milliseconds - Fleuryfontaine (France, 15’)

Storia semiseria di un piccione viaggiatore - Alessandro Capitani (Italy, 10’)

We were the scenery - Christopher Radcliff (Canada, USA, 15’)



Andaras Noas (New Paths)

Storie che nascono nel momento in cui qualcosa cambia.

Andaras Noas è dedicata ai film che raccontano passaggi, partenze, ritorni e trasformazioni, reali o interiori. Attraversamenti che segnano un prima e un dopo, aprendo nuovi percorsi e nuove possibilità.


Almost certainly false - Cansu Baydar (Türkiye, 20’)

America - Javier Arias-stella (Perù, 15’)

Easter Day - Mykola Zasieiev (Ukraine, 17’)

Norheimsund - Ana Alpizar (Cuba, USA, 12’)

Restare - Fabio Bobbio (Italy, 20’)



Gazes from the World

Prospettive che attraversano luoghi e culture.

Questa sezione raccoglie film che raccontano territori, comunità e identità attraverso uno sguardo situato e consapevole. Un cinema che si muove tra le differenze, mettendosi in ascolto e costruendo connessioni tra esperienze e contesti lontani.


Il Giardino delle delizie - Simone Spampinato (Italy, 17’)

Land of Cold - Hervé Demers (Canada, 17’)

Tripalium - Chayin Rujiratana (Thailand, 15’)

Wall of death Gypsy - Didier Canaux (France, 18’)



Strange Worlds

Forme che mettono in discussione il linguaggio.

Strange Worlds accoglie opere sperimentali o caratterizzate da immaginari forti e non lineari, che si muovono ai margini delle convenzioni narrative.  Film che aprono spazi di ricerca e di libertà espressiva, esplorando nuove possibilità del cinema.


As if to nothing - Jia Hao Pek, Jia Jun Ang (Singapore, 20’)

Joy Jelly - Danilo Merafina (Italy, 20’)

Murmur - Irene Dionisio (Italy, 6’)

On weary wings go by - Anu-Laura Tuttelberg (Estonia, Lithuania, 10’)

Sammi, who can detach his body parts - Rein Maychaelson (Indonesia, 19’)



Animation

L’animazione come linguaggio trasversale.

Questa sezione raccoglie opere che utilizzano tecniche e stili diversi per costruire universi visivi autonomi. Dalla narrazione più classica alla sperimentazione, l’animazione diventa uno strumento per ampliare lo sguardo e immaginare nuove forme.


Brown morning - Carlo Vogele (France, Luxembourg, 9’)

Lethe - Liang-Hsin Huang (France, Taiwan, 7’)

Like friend, like deer - Malek Eghbali (Iran, 13’)

Kaminhu - Marie Vieillevie (France, 15’)

Retirement plan - John Kelly (UK, 7’)



Sardinian Gazes

Uno spazio dedicato agli sguardi che nascono in Sardegna o la attraversano.

Film che esplorano il territorio, le sue comunità e le loro trasformazioni, restituendone complessità, memoria e immaginario attraverso prospettive intime e contemporanee. Una sezione che riflette il legame profondo del festival con il territorio, offrendo un ritratto plurale e in continua evoluzione della Sardegna.


Cammini? - Michele Piras, Valerio Atzori (Italy, 16’)

Domus de Janas - Maria Vittoria Daquino (Italy, 8’)

Io non dimentico - Antonello Murgia (Italy, 13’)

Prove tecniche di empatia - Jacopo Cullin (Italy, 20’)

Sbentiare - Tiziana Troja (Italy, 5’)

S'Ùrtimu - Simone Sarais (Italy, 5’)

L'ultimo ingrediente - Lorenzo Cioglia (Italy, 7’)



First Routes – New Generations

Film che parlano alle nuove generazioni con una voce diretta e autentica, aprendo domande, stimolando il dialogo e accompagnando i primi passi in un percorso di crescita e consapevolezza. Storie che non si rivolgono ai giovani come destinatari, ma come spazio attivo di possibilità, ascolto e trasformazione.


I fiori non hanno le scarpe - Matteo Vicentini Orgnani (Italy, 12’)

Grandma Nai who played favorites - Chheangkea (Cambodia, France, USA, 19’)

I hear it still - Constance Bonnot (France, 16’)

King Ben - Raphael Toledano (France, 16’)

Mambo kids - Emanuele Tresca (Italy, 20’)

La mia mongolfiera - Mesaite Battista (Italy, 7’)

Il nemico - Andrej Chinappi (Italy, 17’)

Prove tecniche di empatia - Jacopo Cullin (Italy, 20’)

Tiny Tom - Léo Riehl (France, 10’)



Off Course

Una sezione a stile libero, senza vincoli di genere, forma o durata.

Film che deviano dal percorso tracciato, seguendo una propria necessità espressiva e una direzione autonoma. Opere che sfuggono alle categorie e trovano nel fuori rotta la loro forma più autentica.


After me, the flood - Max Shoham (Canada, 5’)

A friend of Dorothy - Lee Knight (UK, 20’)

Hippopotami - JJ Lin (China, Hong Kong, 13’)

Misfit - Tristan Zerbib (France, 13’)

My mother is a cow - Moara Passoni (Brazil, 15’)

A Sisyphean task - Gus Flind-Henry, George Malcher (UK, 15’)

Sound of the Somme - Michael Vermaercke (Belgium, 13’)

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