Frontiere della nostra vita: tutti i film vincitori dell’8° edizione dell’Andaras Traveling Film Festival.
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Si è conclusa domenica 5 luglio l’ottava edizione dell’Andaras Traveling Film Festival, che quest’anno ha scelto il tema Frontiere per esplorare il viaggio come esperienza di attraversamento, scoperta e trasformazione. Frontiere, e non confini: non linee che separano, ma territori di passaggio verso ciò che ancora non conosciamo, soglie fisiche, emotive, sentimentali e psicologiche che il cinema può aiutarci ad abitare con uno sguardo nuovo.
Ne è nata una selezione internazionale ricca e trasversale, capace di restituire la complessità del presente attraverso storie di coraggio, libertà, migrazione, comunità e desiderio di cambiamento. Cinquanta opere in concorso tra fiction, documentari, animazione e sperimentazione si sono intrecciati nelle diverse sezioni del concorso, disegnando nuove mappe dell’immaginario e confermando il cinema come spazio di incontro e condivisione.
Con coraggio e sensibilità, il festival ha attraversato paesaggi reali e territori interiori, accogliendo opere capaci di interrogare il limite non come barriera, ma come possibilità: un punto da cui partire per guardare il mondo, e noi stessi, da una prospettiva diversa.
“Sono molto felice dei risultati che Andaras sta ottenendo. La grande partecipazione al concorso e la qualità delle opere arrivate ci confermano che il festival ha consolidato la sua posizione e sta diventando, anno dopo anno, sinonimo di qualità” ha dichiarato il direttore artistico Joe Juanne Piras.
“Ma ciò che continua a stupirmi di più è il rapporto con il pubblico: vedere le persone tornare, seguire gli incontri, abitare i luoghi del festival e darci fiducia è il segnale più bello. Significa che Andaras non è soltanto una rassegna di film, ma una relazione che cresce, anno dopo anno, insieme al territorio e alle comunità che lo abitano e lo attraversano.”

Questi i titoli vincitori dell’8° edizione del festival, decretati dalle due giurie composte da Daniele Ciprì, Bianca Ferrari, Lucio Besana e da Valeria Solarino, Lorenzo Richelmy e Federico Gironi.

Best Narrative Short 2026
ANNGEERDARDARDOR
by Christoffer Rizvanovic Stenbakken
Per aver raccontato la diversità del protagonista da una prospettiva interna, senza facili espedienti; per aver reso la sua ricerca umana e urgente, per essere riuscito a connetterla con la nostra, universale incapacità di leggere e capire il mondo; per aver messo in scena, tramite un uso accorto di inquadrature e location, un viaggio esteriore e interiore, in luoghi geograficamente lontani ma verso una destinazione umanamente vicinissima a noi.

Best Docu Short 2026
SIXTY-SEVEN MILLISECONDS
by Fleuryfontaine
Per aver coniugato l'urgenza politica con le forme del cinema sperimentale, usando la cronofotografia e la CGI per dilatare un singolo fotogramma, fino a rivelarne tutto il peso specifico; per aver dato corpo a un'immagine impossibile, trasformandola in una lucida denuncia contro la violenza di Stato.

Best Andaras Noas (New Paths) 2026
EASTER DAY
by Mykola Zasieiev
La storia di un ragazzo fermato per strada e reclutato su due piedi per essere spedito al fronte diventa in questo cortometraggio una sorta commedia amara e gentile, venata di senso dell'assurdo, dove il contrasto tra una quotidianità semplice e banale e quello che incombe sulla popolazione fa venire i brividi più di tante scene di guerra e violenza, e dove la bontà d'animo del protagonista diventa una commovente esortazione per tutti noi.

Best Gazes from the World 2026
WALL OF DEATH GYPSY
by Didier Canaux
La passione per il Metal, le motociclette e la vita nomade, un’armata Brancaleone che sfida il tempo e riesce a farsi bandiera della vita punk in modo orgoglioso e naturalmente scanzonato. Il regista ci regala un documento che fotografa un modo di vivere bistrattato o dimenticato dalla società moderna. Un inno alla periferia nel suo senso più ampio, un inno alla libertà.

Best Strange Worlds 2026
AS IF TO NOTHING
by Jia Hao Pek & Jia Jun Ang
Il viaggio quasi svogliato e certamente vano alla ricerca del suo gatto da parte di un silenzioso artigiano diventa in questo corto una sorta di trip mistico esistenziale, fatto dall'incontro e l'attraversamento di persone, luoghi e sensazioni concretissime. Un film di straordinaria maturità formale e narrativa che regala immagini che restano impresse negli occhi e nella memoria, e che sintetizzano il meglio del cinema del sud-est asiatico recente con influenze quasi lynchiane.

Best Animation 2026
BROWN MORNING
by Carlo Vogele
Per l'accorto uso dei simboli, dapprima innocui ma sempre più spaventosi, nel rappresentare l'imporsi del fascismo; per la transizione perfetta tra l'atmosfera tenera e serena delle prime scene all'incubo a occhi aperti delle ultime; per aver creato un'esperienza filmica che colpisce allo stomaco e non si dimentica.

Special Andaras Award 2026
ALMOST CERTAINLY FALSE
by Cansu Baydar
Per la capacità di mettere in scena un film che parla del fenomeno migratorio in modo nuovo, autentico e mai retorico. Per averci fatto vivere il dramma del distacco dalla propria terra allontanandosi dal racconto del viaggio per entrare in profondità nei meandri complessi e affascinanti dell’animo umano, ricordandoci, con la grazia di una regia impeccabile e l’ottima interpretazione degli attori, che dietro ad ogni storia di migrazione ci sono degli esseri umani.

Special Jury Prize – Andaras 2026
DOG AND WOLF
by Terézia Halamová
Per aver saputo raccontare la solitudine, il senso di colpa e il desiderio di liberazione attraverso l'attenta osservazione di un corpo e la sua messa in scena; per l'intensa interpretazione del protagonista, capace di raccontare un complesso mondo interiore; per aver creato, nel contrasto tra il caos notturno e i silenzi, uno spazio in cui riconoscersi.

Best First Routes – New Generations 2026
I FIORI NON HANNO LE SCARPE
by Matteo Vicentini Orgnani
Per la straordinaria interpretazione dell’attore bambino, per le scelte registiche perfettamente funzionali alla costruzione narrativa e alla trasmissione del messaggio, per il finale aperto e ricco di sfumature che ha permesso molteplici interpretazioni stimolando la riflessione e il confronto, per l’impatto emotivo e visivo e la qualità della sceneggiatura.

Andaras Honorable Mention
AMERICA
by Javier Arias-stella
La storia della piccola America riesce con semplicità e senza retorica a farsi metafora del viaggio di emancipazione che compie ogni essere umano passando dall'ignoranza del proprio sé alla sua consapevolezza. Come nel mito della grotta di Platone, la bimba riesce, grazie al suo carattere intraprendente e tignoso, a liberarsi dalle catene della famiglia e della società iniziando il suo percorso per diventare donna. Una fiaba raccontata con sapienza tecnica ed evidente sensibilità da parte del regista.

Andaras Honorable Mention
LIKE FRIEND, LIKE DEER
by Malek Eghbali
Per l'estetica dell'animazione, che unisce le texture pittoriche dell'animazione in 2D al senso di realtà del 3D, per aver creato in pochi tocchi un universo alternativo riconoscibile e credibile, per la precisione e la poesia della messinscena.



